Uscite in coppia da piccoli aerei con porta laterale o assiale con il metodo "statico"

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LE USCITE IN COPPIA DAGLI AEREI CON PORTA LATERALE O ASSIALE CON IL METODO “STATICO”



Il sogno di ogni squadra che si dedica al S.R.W.(Lavoro Relativo Sequenziale) è quello di cominciare bene la serie delle figure con una uscita perfetta, proprio come il tennista sogna di piazzare bene la prima palla del servizio. E così come questo colpo può esser perfezionato tecnicamente altrettanto si può fare con l’uscita.
In contrapposizione al sistema di uscita classico detto “dinamico”, esiste un altro sistema, denominato “statico”, che non richiede lo slancio della “base” allo scopo di allontanarsi dall’aereo e di creare spazio per il “pin”.
L’uscita statica consiste nel progressivo sbilanciamento della coppia - al “go” - verso l’esterno mentre la base, ancora attaccato all’aereo, sostiene per un attimo il pin in modo da mantenere il contatto e realizzare un sincronismo ottimale.
 

Problemi delle uscite
Si può uscire dall’aereo attaccati o separati.
Nel primo caso i problemi da superare sono rappresentati dal sincronismo, dalla vicinanza e dalle tensioni nei punti di presa; nel secondo caso, ovviamente, sono presenti solo i primi due.
Possiamo distinguere nell’uscita tre fasi: il posizionamento sulla porta (laterale), l’uscita e il volo.


Posizionamento
Consideriamo per semplificazione una sola coppia.
Nel caso di due sole persone il posizionamento non presenta problemi, essendoci molto spazio a disposizione: ma se ci si prepara a saltare in quattro, sarà indispensabile che i paracadutisti si dispongano uno di fronte all’altro, la base fuori e il pin dentro, ortogonalmente alla porta. In questa posizione infatti gli aerobati non si ostacolano fra loro, la distanza fra i corpi è minima e il sincronismo possibile senza impedimenti. Se invece essi si dispongono obliquamente, si può vedere dalla figura schematica 1a-b) che i corpi di A e C come pure quelli di B e D si ostacolano e in parte si sovrappongono: la conseguenza è che una coppia deve uscire un tempuscolo prima dell’altra e che perciò la distanza fra i corpi e la tensione sulle prese sarà maggiore. Inoltre - se si salta staccati - è possibile il verificarsi di collisioni - appena fuori - che fanno perdere del tempo prezioso ai paracadutisti che si urtano. Tutto ciò è molto meno probabile che avvenga se le coppie si posizionano frontalmente ed escono in senso ortogonale alla porta.
Uscita dinamica
In una uscita scolastica, la coppia si prepara al “ready”: inizia una lieve oscillazione verso l’interno dell’aereo al comando “start” e si proietta all’unisono fuori al “go”. In teoria il metodo appare semplice ma in realtà esso richiede molte prove da eseguire insieme per abituarsi alle reciproche reazioni, sicché il sincronismo non sempre si realizza e le tensioni alle prese perciò si fanno elevate.
 

Uscita statica
Questa uscita si differenzia dalla precedente in quanto la coppia salta senza slancio ma si lascia andare fuori dall’aereo con movimenti continui che facilitano il contatto e il sincronismo.
Il sistema è lungo da descrivere ma facile da eseguire e dà risultati ottimi.
Vediamo separatamente l’azione dei due paracadutisti.
La base si dispone sulla soglia afferrando il mancorrente e badando a posizionare la pianta dei piedi sul bordo della soglia con il tacco fuori; il pin si pone di fronte e fà le prese sulle braccia del compagno: pone il piede destro sul bordo con la pianta fuori e il ginocchio sinistro sul pavimento quanto più vicino possibile alla soglia (fig.1).


Al “set” la base distende le braccia e le gambe protendendosi fuori dall’aereo e creando spazio al pin. Contemporaneamente il pin inizia una rotazione verso il basso facendo perno sul piede destro e mantenendo il contatto della testa con il torace del compagno (fig.2).


Al “go”, con un piccolo saltello, la base prima stacca i piedi dall’aereo estendendo le gambe e subito dopo molla la presa sul mancorrente, cominciando ad allargare le braccia per volare. Il pin, non più sostenuto e contemporaneamente trascinato dalla base, “cade” fuori. Egli deve resistere alla tentazione di estendere la gamba destra per allontanarsi dall’aereo. Deve invece fare attenzione a raccogliere entrambe le gambe sotto la pancia mentre si lascia andare (è l’aereo che si allontana dalla coppia!) e a continuare a puntare verso il basso mantenendo le gambe raccolte per accelerare la discesa all’altezza del compagno (fig.3).
Quando il pin comincia a vedere l’orizzonte, inizia ad estendere le gambe per stoppare il movimento una volta sceso a livello della base (fig.4).

Non bisogna esser precipitosi ma agire con calma, come al “rallentatore”, per acquisire fluidità nei movimenti.
Una volta “capito” il metodo, si può uscire nello stesso modo in quattro, dapprima attaccati e successivamente separati.
In questo caso, il capo formazione sarà B che tutti dovranno seguire con lo sguardo. I movimenti durante le fasi set e go sono quelli già descritti.
Uscendo separati, i pin dovranno fare attenzione a tenere raccolte le gambe e ad estendere bene le braccia per non allontanarsi dalle basi.
Se la formazione - saltando attaccati - tende a rovesciarsi o a chiudersi a sandwich vuol dire che: o il pin ha tenuto le gambe tese in uscita o la base ha mollato prima le mani e poi i piedi.


 

 

USCITA DALLA PORTA ASSIALE

 

Il sistema funziona anche dagli aerei con porta assiale e quando i paracadutisti escono in formazione senza effettuare le prese fra di loro.

Osservate attentamente il secondo gruppo di figure che descrivono questa situazione. Notate sopratutto che la base non salta in posizione eretta all'indietro ma quasi orizzontalmente e "sul posto": il pin, inginocchiato, ruota con il piede sulla soglia dell'aereo, quasi ad infilarsi sotto e mantenendosi vicino alla base: l'aereo si allontana dalla coppia depositandola nell'aria e i due aerobati si troveranno vicini, in posizione semiorizzontale, cosa che permetterà loro di passare alla trasformazione successiva senza i problemi rappresentati dal cambiamento di assetto. Un altro vantaggio di questo modo di uscire consiste nel fatto che la coppia effettua una parabola più lunga seguendo l'aereo; quindi il lancio dura un po' di più e di conseguenza si possono eseguire più trasformazioni.

 

 

READY e SET

Posizione raccolta e compatta dei parà i piedi dei quali sono per metà fuori della soglia. La base può mantenersi in posizione appoggiandosi con una mano lateralmente alla carlinga o appoggiando entrambe le mani sul paracadute del pin. La base flette leggermente le gambe e si appoggia sulle spalle del pin preparandosi a saltare verso l’alto

 

 

GO

La base salta in alto ed orizzontalmente mentre il pin inizia la rotazione verso il basso estendendo le braccia, facendo attenzione principalmente a raccogliere le cosce sotto la pancia.

L’aereo se ne va

 

Il pin e la base volano vicini e con gli stessi parametri.

La base può fare le prese con la punta delle dita.

 

 

N.B.:

Se qualcuno volesse apprendere il metodo rapidamente, sono disponibile, previo appuntamento telefonico, a controllare la simulazione dell’uscita dal modello della porta del Pilatus presente a Boscomantico.

 

L. Perali brev. 284- Aeroclub di Verona,    cell.348 2641378

 

 

 

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